Il lavoro cambia, ma soprattutto cambiano le competenze più richieste dalle aziende. Non basta avere un titolo o una competenza tecnica: oggi serve molto altro. Serve sapersi adattare, collaborare, prendere decisioni e affrontare situazioni complesse.
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- Quali sono le competenze più richieste dalle aziende per trovare lavoro?
- Perché la flessibilità è diventata così importante?
- Quanto conta il lavoro di squadra oggi?
- Cosa significa autonomia nel lavoro oggi?
- In che misura incidono le abilità interculturali?
- Infine, la capacità di gestire i problemi, ovvero “problem solving”
- Queste competenze si possono imparare?
- Come si sviluppano concretamente in un corso di formazione?
- Cosa deve fare oggi un giovane per trovare lavoro?
Quali abilità fanno la differenza: parla Giuseppe Stefanizzi di Pmi servizi & formazione, direttore della sede di Galatina
In un mercato sempre meno prevedibile, capire quali competenze fanno davvero la differenza diventa fondamentale per chi cerca lavoro e per chi vuole restarci. Ma sorge una domanda: quali sono e soprattutto come svilupparle? Comprendere questo diventa fondamentale per orientare le proprie scelte. Cerchiamo quindi di capirlo insieme, grazie a Giuseppe Stefanizzi di Pmi servizi & formazione, direttore della sede di Galatina.

Quali sono le competenze più richieste dalle aziende per trovare lavoro?
«Oggi il mercato del lavoro è cambiato. Non è più né prevedibile né lineare e richiede persone capaci di muoversi in situazioni impegnative. Le aziende cercano non solo competenze tecniche, ma capacità di interpretare ciò che accade, adattarsi e prendere decisioni. Servono flessibilità, lavoro di squadra, autonomia, attitudine a relazionarsi in contesti diversi e abilità di gestire problemi complessi, in pratica problem solving. Tutto ciò permette di entrare e restare nel mondo del lavoro».
Perché la flessibilità è diventata così importante?
«Perché il lavoro non è più stabile nel tempo. Ruoli, strumenti e contesti cambiano di continuo, pure nella stessa azienda. Chi non riesce ad adattarsi resta indietro. Chi invece sa leggere il cambiamento lo trasforma in opportunità. Essere flessibili significa proprio evolversi, imparare e modificare l’approccio quando serve, insomma stare dentro il cambiamento».
Quanto conta il lavoro di squadra oggi?
«Senza dubbio moltissimo rispetto a prima. Oggi nessuno lavora da solo, infatti i risultati dipendono da più persone, spesso con competenze diverse. Il lavoro di squadra richiede collaborazione reale, comunicazione chiara, capacità di integrarsi e interagire. Il valore nasce quando il gruppo funziona davvero».
Cosa significa autonomia nel lavoro oggi?
«L’autonomia è una delle competenze maggiormente richieste perché le aziende ormai non possono controllare ogni fase del lavoro. Serve fiducia nelle persone, insieme a responsabilità. Chi lavora deve sapersi gestire. In tal senso, autonomia significa organizzare il proprio lavoro, prendere decisioni operative, assumersi appunto le responsabilità. È ciò che rende una persona affidabile nel tempo».
In che misura incidono le abilità interculturali?
«Contano sempre di più perché il lavoro è diventato aperto e diversificato. Si opera con persone diverse per cultura, età, esperienza e modo di pensare. Serve quindi la capacità di adattarsi anche nelle relazioni. L’attitudine a relazionarsi permette di comunicare in modo efficace, comprendere punti di vista differenti e muoversi nei vari contesti. Sono abilità decisive soprattutto nei servizi e nei lavori a contatto con il pubblico».
Infine, la capacità di gestire i problemi, ovvero “problem solving”
«Oggi i problemi non sono semplici o standardizzati. Si è di fronte a situazioni articolate, spesso senza una soluzione immediata o unica. Ecco perché si parla di problem solving complesso, in altre parole non basta risolvere, bisogna capire. Tale competenza richiede capacità di analisi, visione d’insieme, rapidità decisionale. È centrale in quanto il lavoro è sempre meno prevedibile».
Queste competenze si possono imparare?
«Sì, ma non si acquisiscono solo studiando. Non sono nozioni, bensì capacità che si costruiscono nel tempo. Richiedono esperienza, confronto e situazioni reali. Si sviluppano tramite la pratica e il lavoro con gli altri. È un percorso, non un contenuto teorico».
Come si sviluppano concretamente in un corso di formazione?
«Attraverso attività pratiche e situazioni reali. Si impara facendo, non ascoltando, grazie a simulazioni operative, confronto e gestione di problemi concreti, cooperazione in team. Nei nostri corsi in Pmi servizi & formazione, ad esempio, il 70% delle persone migliora la capacità di lavorare in gruppo già dopo le prime lezioni. Il confronto diretto e il lavoro condiviso diventano parte centrale del percorso. Così le abilità acquisite sono davvero utilizzabili».
Cosa deve fare oggi un giovane per trovare lavoro?
«Deve cambiare approccio. Non basta cercare lavoro, bisogna prepararsi a un lavoro che cambia. Occorre scegliere percorsi concreti, sviluppare competenze trasversali, mettersi in gioco. Oggi è premiato chi sa gestire la complessità, non chi aspetta. Peraltro, esistono opportunità concrete come il Programma Gol, con corsi pratici, ma esistono anche altri percorsi mirati a sviluppare queste capacità».
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