Oltre novecentomila assunzioni in tre anni. Un terzo di tutto il mercato del lavoro italiano. Made in Italy 2026 e competenze non è solo un semplice titolo. Meccatronica, agroalimentare, moda, legno e arredo, turismo sono un motore occupazionale enorme. È qui che si gioca la partita. Ma c’è un problema che nessuno riesce ancora a risolvere: le persone giuste non si trovano. Per quasi un profilo su due la difficoltà di reperimento supera il 55%.
I dati arrivano dal Sistema Informativo Excelsior di Unioncamere e ministero del Lavoro, presentati all’evento “Competenze, Innovazione, Made in Italy” organizzato nella Giornata nazionale del made in Italy.
I numeri: oltre 900mila assunzioni e il problema competenze nel made in Italy
Tra il 2026 e il 2029 le filiere del made in Italy potrebbero assumere oltre 900mila lavoratori, circa un terzo del fabbisogno occupazionale nazionale. Un dato che racconta la forza di questi settori. Ma racconta anche una fragilità strutturale: la difficoltà di trovare i profili giusti è trasversale a tutto il comparto e in alcuni settori supera ampiamente la media nazionale.
“I settori cardine del Made in Italy non sono un’eredità culturale, ma un sistema in evoluzione” ha detto il presidente di Unioncamere, Andrea Prete. “Per sostenere questa trasformazione, la prima risorsa sono le persone e le competenze professionali. Puntare sull’istruzione tecnica, investendo sugli Its Academy, e sulla formazione continua è un passaggio essenziale per rispondere alla domanda delle imprese sempre più orientata alla tecnologia avanzata e alla sostenibilità”.
👉 Il mismatch occupazionale è un problema che riguarda tutto il mercato del lavoro italiano: approfondisci i dati del mese con il nostro articolo Mercato del lavoro maggio 2026: 544mila assunzioni previste ma il mismatch resta alto.
Settore per settore: cosa cercano le imprese del made in Italy
| Settore | Competenze più richieste | Difficoltà di reperimento |
|---|---|---|
| Meccatronica e robotica | Competenze meccanico-digitali, Industria 4.0 | 55,2% |
| Agroalimentare | Tracciabilità, sostenibilità, digitalizzazione | 38,6% |
| Legno, arredo e design | Competenze green, digitali, nuovi materiali | 55,8% |
| Moda e tessile | Competenze artigianali, tecnologie sostenibili e digitali | 55% |
| Commercio e turismo | Soft skills, lingue, competenze digitali | 45% |
Il dato, riferito all’anno 2025, colpisce per la trasversalità del problema. Tranne l’agroalimentare, tutti i settori superano o sfiorano il 55% di difficoltà di reperimento. Non mancano le offerte di lavoro. Mancano i profili formati per rispondervi.
La risposta: Its Academy e formazione continua per ridurre il mismatch
Unioncamere ha rinnovato, per il secondo triennio, gli accordi con la Rete Its Academy e con la Rete nazionale degli Istituti Agrari. L’obiettivo è chiaro: formare i profili tecnici e specializzati che le filiere del made in Italy non riescono a trovare sul mercato.
Gli Its Academy sono percorsi post-diploma ad alta specializzazione tecnologica, progettati direttamente con le imprese del territorio. Combinano formazione teorica, laboratori e stage aziendali, con tassi di occupazione molto elevati al termine del percorso. 👉 Ne abbiamo parlato in dettaglio qui: ITS Academy: alta specializzazione tecnologica in Italia — guida completa.
Ma la formazione non riguarda solo chi è in cerca di primo impiego. Anche le imprese già attive devono investire nell’aggiornamento del proprio personale. 👉 È possibile leggere un approfondimento sul blog: Formazione continua per le imprese: nuove competenze — fondi interprofessionali, percorsi su misura e come muoversi concretamente.
Insomma, made in Italy 2026 e competenze non sono due concetti separati, ma la stessa sfida. Le imprese ci sono, le assunzioni ci sono, le opportunità per formare ci sono. Manca ancora il pezzo più difficile: arrivare a diventare le persone giuste, al momento giusto, nel posto giusto. E su questo si gioca il futuro dell’eccellenza italiana nel mondo.
Faq: domande frequenti
Quante assunzioni prevede il made in Italy entro il 2029?
Oltre 900mila lavoratori tra il 2026 e il 2029, circa un terzo del totale delle assunzioni nazionali previste nello stesso periodo.
Qual è il settore con più difficoltà di reperimento?
Il legno, arredo e design con il 55,8%, seguito da meccatronica (55,2%) e moda e tessile (55,0%).
Cosa sono gli Its Academy?
Istituti tecnici superiori post-diploma ad alta specializzazione tecnologica, progettati con le imprese per formare i profili richiesti dal mercato del lavoro. Unioncamere ha rinnovato gli accordi con la Rete Its Academy per rispondere al fabbisogno delle filiere del Made in Italy.
Il valore della formazione continua
Con l’evoluzione costante del mercato e delle tecnologie, le imprese non possono permettersi di restare ferme. L’aggiornamento professionale diventa fondamentale per affrontare il cambiamento e trasformarlo in opportunità. Un programma formativo ben strutturato consente ai lavoratori di familiarizzare con strumenti innovativi e nuovi metodi di lavoro, anche da un punto di vista comportamentale.
Da dove vengono questi dati?
Dal Sistema Informativo Excelsior di Unioncamere e ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, presentati all’evento “Competenze, Innovazione, Made in Italy” nella Giornata nazionale del made in Italy. A ribadire che, appunto, made in Italy 2026 e competenze sono la spinta per crescere!
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