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    Incentivi 2025 per imprese e startup: bandi attivi da settembre

    Le aziende italiane hanno davanti mesi decisivi. Ma gli incentivi 2025 per imprese e startup aprono scenari di crescita che non si possono ignorare. Con l’arrivo di settembre si sono rese disponibili nuove opportunità di finanziamento dedicate a innovazione, transizione energetica, internazionalizzazione e competenze. Dal Mimit a Invitalia, fino alla collaborazione con la banca pubblica francese Bpifrance, sul piatto ci sono centinaia di milioni di euro, da cogliere al volo.

    👉 Innovazione, energia, internazionalizzazione: scopri gli incentivi che aprono da inizio settembre!

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    Agevolazioni su transizione digitale e industriale, brevetti, cooperazione internazionale. Ecco le novità da conoscere

    💡 Bandi Brevetti+, Disegni+ e Marchi+

    Proprio oggi, è arrivata una notizia freschissima dal Mimit, il ministero delle Imprese e del Made in Italy: le nuove agevolazioni per la proprietà industriale. Con la pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale del decreto direttoriale DGPI-UIBM (lo scorso 6 agosto), sulle risorse da assegnare nel 2025 alle misure Brevetti+, Disegni+ e Marchi+, parte il percorso per riaprire i bandi. In questo modo, si assicura continuità agli strumenti già conosciuti dalle aziende. Tali misure fanno parte degli incentivi 2025 per imprese, rivolti a dare impulso alle realtà imprenditoriali italiane.

    A chi si rivolge

    Obiettivo della riapertura di tali misure è garantire continuità al sostegno delle Pmi per la valorizzazione dei titoli di proprietà industriale.

    Importi e finanziamenti previsti

    Le piccole e medie imprese potranno contare su una dotazione finanziaria complessiva di 32 milioni di euro. Di questi, 20 milioni sono per Brevetti+, 10 milioni per Disegni+, 2 milioni per Marchi+.

    Quando partecipare

    I termini di presentazione delle domande per accedere al contributo saranno fissati con la successiva emanazione dei bandi. Avverrà entro i prossimi 30 giorni (a partire da oggi), su indicazione della Direzione generale per gli incentivi alle imprese (Dgiai).

    💡 Fondo per il sostegno alla transizione industriale – Pnrr 2025 (terzo sportello)

    Si tratta di un’agevolazione, in forma di contributo a fondo perduto (limiti nel decreto direttoriale), pensata per sostenere programmi di investimento a tutela dell’ambiente. Con essa si punta ad accompagnare il sistema produttivo italiano nell’adeguamento alle politiche europee di contrasto ai cambiamenti climatici. Anche questa misura rientra negli incentivi 2025 per imprese che puntano alla transizione ecologica e all’efficienza energetica, cioè a favorire processi produttivi più sostenibili, in linea con gli standard UE.

    A chi si rivolge

    Il Fondo è accessibile a tutte le imprese, indipendentemente dalla dimensione, che operano sul territorio nazionale. I settori interessati sono: Agroalimentare, Moda e Tessile, Metallurgia, Elettronica, Meccanica, Autoveicoli e altri mezzi di trasporto, Mobili, Legno e Carta, Chimica e Farmaceutica

    Importi e finanziamenti previsti

    Le risorse destinate all’attuazione dello sportello agevolativo sono pari a più di 134 milioni di euro, esattamente 134.018.568,13 – al lordo dei compensi che spettano a Invitalia (soggetto gestore). I programmi di investimento devono prevedere spese complessive ammissibili di importo compreso tra 3 milioni di euro e 20 milioni di euro (link per approfondimenti). Le risorse sono ripartite così:

    • il 40% è destinato al finanziamento di progetti nelle regioni Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia
    • il 50% è riservato alle imprese energivore (ovvero quelle inserite nell’elenco tenuto dalla Cassa per i Servizi energetici e ambientali – Csea, relativo alle imprese a forte consumo di energia).

    Cosa finanzia

    Anzitutto va chiarito che i programmi di investimento devono riguardare una sola unità produttiva dell’impresa proponente. Poi, devono essere volti al perseguimento, in via esclusiva, di un miglioramento in termini di tutela ambientale dei processi aziendali.

    Non sono ammessi interventi per aumento della capacità produttiva, eccetto quelli per esigenze tecniche, se non superiori al 20% rispetto alla situazione precedente. Le finalità, in generale, sono focalizzate su maggiore efficienza energetica e uso funzionale delle risorse.

    Spese ammissibili

    Le opportunità riguardano sia le spese strettamente funzionali alla realizzazione dei programmi di investimento sia la formazione del personale. Vediamole nello specifico:

    • Programmi di investimento (articolo 7, decreto del 21 ottobre 2022 relative all’acquisto e alla costruzione di immobilizzazioni, come definite agli articoli 2423 e seguenti del codice civile)
      – Suolo aziendale e relative sistemazioni (entro il 10% dell’investimento totale ammissibile)
      – Opere murarie e assimilate (nel limite del 40% dell’investimento totale ammissibile e solo se funzionali agli obiettivi ambientali)
      – Impianti e attrezzature varie di nuova fabbricazione
      – Programmi informatici, brevetti, licenze, know-how e conoscenze tecniche non brevettate
    • Formazione del personale
      – spese di esercizio relativi a formatori e partecipanti alla formazione connessi al progetto e costi servizi di consulenza
      – spese di personale relative ai formatori
      – costi dei servizi di consulenza connessi al progetto di formazione

    Modalità e termini per la presentazione della domanda

    Le imprese potranno presentare domanda esclusivamente online, dal 17 settembre 2025 al 10 dicembre 2025, tramite la piattaforma informatica sul sito di Invitalia (decreto del 18 luglio scorso). Procedura e documentazione necessaria verranno pubblicate sul portale con adeguato anticipo. Le domande, invece, saranno esaminate in ordine di graduatoria e quelle ammesse riceveranno le agevolazioni fino a esaurimento delle risorse.

    💡 Bando congiunto per startup: Bpifrance e Invitalia

    Sarà aperto entro questo mese, settembre 2025, il primo bando congiunto Bpifrance (la banca pubblica francese di investimento) – Invitalia per progetti innovativi di imprese italiane e francesi. L’annuncio è stato dato il 24 luglio scorso durante il forum franco-italiano, presso il ministero dell’Economia, delle Finanze e della Sovranità industriale e digitale. Dunque, un’altra chance che si aggiunge al quadro degli incentivi 2025 per imprese che vogliono crescere.

    A chi si rivolge

    L’iniziativa riguarda imprese italiane e francesi. L’apertura del bando si inserisce in un più ampio protocollo di intesa firmato nel novembre 2024 da Bpifrance e Invitalia. L’obiettivo è sostenere lo sviluppo transfrontaliero delle startup e favorirne l’accesso al mercato del Paese partner.

    Si tratta di un passo concreto nell’attuazione del “Trattato tra la Repubblica italiana e la Repubblica francese per una cooperazione bilaterale rafforzata”, denominato anche “Trattato del Quirinale”.

    Cosa prevede

    Tale bando apre prospettive nuove per le imprese italiane. Ecco i requisiti fondamentali che i progetti dovranno rispettare:

    • essere presentati congiuntamente da un’impresa francese e da una italiana
    • mirare a breve termine alla commercializzazione di un prodotto o servizio innovativo
    • fare leva su una solida partnership capace di accelerare lo sviluppo e la commercializzazione dei propri prodotti o servizi in un mercato più ampio

    Quindi, l’impresa francese e l’impresa italiana partner dei progetti selezionati potranno beneficiare di finanziamenti da parte di Bpifrance e Invitalia, secondo le rispettive condizioni di ammissibilità. Ovvero, un impegno concreto per ampliare le opportunità di sviluppo aperte da Italia e Francia alle imprese dei loro Paesi.

    A supporto dei contatti tra startup, investitori e rispettivi partner commerciali, sarà impiegata la piattaforma EuroQuity. È stata creata nel 2008 da Bpifrance per connettere gli ecosistemi dell’innovazione.

    Modalità e termini per la presentazione della domanda

    Il bando congiunto Bpifrance e Invitalia per lo sviluppo sarà aperto nel mese di settembre 2025 (link per ulteriori informazioni).

    Nuova cooperazione internazionale – Bernardo Mattarella, AD Invitalia

    Un passaggio che evidenzia come l’intesa punti a rafforzare il supporto alle aziende avanzate. “Con l’accordo siglato tra Invitalia e Bpifrance, il sostegno alle startup innovative previsto con il programma Smart&Start Italia si arricchisce di un’opportunità di cooperazione internazionale – ha commentato l’amministratore delegato di Invitalia Bernardo Mattarella -. L’accordo consentirà di sostenere progetti di innovazione congiunti tra startup italiane e imprese francesi, valorizzando l’innovazione generata dalla collaborazione tra gli ecosistemi dei due Paesi, favorendo aggregazioni capaci di attrarre capitali e aumentare la competitività a livello europeo”. 

    Alleanze per competere in Europa – Nicolas Dufourcq, DG Bpifrance

    Il contributo mette in luce la dimensione strategica dell’iniziativa sul piano europeo. “Con Invitalia compiamo un passo decisivo nella cooperazione economica franco-italiana. Questo primo bando offre a startup e Pmi dei nostri due Paesi un’opportunità concreta per innovare insieme, accelerare la propria crescita e conquistare nuovi mercati – ha detto il direttore generale di Bpifrance Nicolas Dufourcq -. In un contesto internazionale segnato da una concorrenza sempre più agguerrita, è più che mai essenziale costruire solide alleanze industriali e tecnologiche a livello europeo. Questa iniziativa incarna pienamente tale ambizione: far emergere, su scala transalpina, partenariati duraturi, orientati al mercato e sostenuti da imprenditori”.

    Il 2025, occasione da non perdere per le imprese

    Dal sostegno alla proprietà industriale, per continuare con gli investimenti per la transizione ecologica, fino alla cooperazione internazionale con la Francia, gli incentivi 2025 per imprese e startup si confermano un elemento chiave per l’innovazione delle aziende italiane. Le opportunità ci sono, ma vanno colte con tempestività: preparare la domanda per tempo può fare la differenza.

    ✍️ La voce delle Pmi

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