A gennaio le imprese italiane prevedono circa 527mila contratti di lavoro. Numeri che, letti senza contesto, rischiano di restare astratti. Ma, se analizzati con attenzione, raccontano quali sono i lavori più richiesti a inizio 2026 e più difficili da trovare, dove guardare davvero, dove i settori tengono o rallentano, dove mancano le persone giuste.
Non si tratta di offerte per candidarsi subito, bensì di indicazioni per orientare scelte di ricerca, formazione e riqualificazione. Infatti, a delineare lo scenario, è il Bollettino del Sistema informativo Excelsior di Unioncamere e ministero del Lavoro e delle Politiche sociali (Programma nazionale Giovani, donne e lavoro), cofinanziato dall’Unione europea.
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Dove il mercato cresce e perché le imprese fanno fatica a trovare personale
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- In quali settori il lavoro cresce e in quali rallenta
- Industria e manifatturiero: qui si assume
- I servizi creano nuove opportunità
- Agricoltura: più lavoro, ma meno candidati
- Tipo di contratti offerti a chi cerca lavoro
- Perché le imprese fanno fatica a trovare personale
- Quali profili sono più difficili da reperire
- Dove si assume di più: indicazioni territoriali
Il quadro in poche righe
- A gennaio 2026, le imprese italiane prevedono circa 527mila contratti di lavoro, indicando i lavori più richiesti e i settori in crescita.
- Il settore primario mostra un forte incremento, mentre l’industria è prudente, soprattutto nel manifatturiero e costruzioni.
- Il comparto dei servizi è il principale, con circa 337mila assunzioni previste, guidate da turismo e servizi alle persone.
- Le principali difficoltà nella ricerca di personale riguardano mancanza di candidature e formazione insufficiente in alcuni settori.
- Il Programma Gol può essere un modo per aggiornasi: offre formazione gratuita per adattare le competenze al mercato, coinvolgendo diversi gruppi, tra cui giovani e disoccupati, che possono accedervi se idonei.
In quali settori il lavoro cresce e in quali rallenta
All’inizio del 2026 il mercato del lavoro non arretra, però cambia composizione. Le opportunità sono concentrate in specifici settori e le dinamiche occupazionali variano in modo netto. Si registra forte crescita le previsioni di assunzione per il primario, stabilità per i servizi, maggiore prudenza per l’industria (flessione in particolare nel manifatturiero e contenimento nelle costruzioni).
Industria e manifatturiero: qui si assume
Partiamo proprio da questo settore, dove sono programmate in tutto 155mila entrate. In primo luogo 104mila nel manifatturiero e nelle public utilities, oltre che 51mila nelle costruzioni.
All’interno del manifatturiero, le maggiori possibilità di impiego riguardano:
– meccanica ed elettronica
– metallurgia e produzione di articoli in metallo
– industria alimentare e delle bevande
Questi comparti rappresentano, nei fatti, le aree industriali dove conviene indirizzare la ricerca di lavoro o la formazione tecnica.
I servizi creano nuove opportunità
Il terziario programma circa 337mila entrate. È il comparto con il maggior numero di assunzioni previste. A guidare la domanda di personale sono:
– turismo
– servizi alle persone
– commercio
Qui il lavoro c’è. Non manca però la difficoltà di reperimento, per via della stagionalità, degli orari e delle competenze richieste.
Agricoltura: più lavoro, ma meno candidati
Nel settore primario le imprese programmano circa 35mila entrate. Sono concentrate principalmente:
– nelle coltivazioni ad albero
– nelle coltivazioni di campo
– nei servizi connessi all’agricoltura
Il dato conferma come l’agricoltura resti un bacino occupazionale rilevante. Tuttavia è spesso poco intercettato dai percorsi di orientamento tradizionali.
Tipo di contratti offerti a chi cerca lavoro
La forma contrattuale più diffusa è il tempo determinato, con 252mila posizioni, pari al 47,8% del totale. Seguono i contratti a tempo indeterminato (111mila) e i contratti di somministrazione (63mila).
Perché le imprese fanno fatica a trovare personale
A gennaio lo squilibrio tra domanda e offerta coinvolge 241mila delle 527mila entrate previste. Quanto alle cause, le principali sono l’assenza di candidature, nella maggior parte dei casi, e la formazione insufficiente dei candidati.
Nello specifico, le maggiori criticità si riscontrano nelle costruzioni, nel legno-arredo e nella metallurgia. Qui, in termini pratici, le possibilità di inserimento aumentano per chi possiede competenze adeguate.
Quali profili sono più difficili da reperire
In conclusione, secondo il Borsino delle Professioni Excelsior, per i lavori più richiesti a inizio 2026, risultano critiche alcune posizioni:
- figure intellettuali e scientifiche _ analisti e specialisti nella progettazione di applicazioni e ingegneri
- profili tecnici _ tecnici sanitari, della gestione dei processi produttivi, dell’ingegneria
- comparto commerciale e dei servizi _ operatori dell’estetica, addetti all’area socio-sanitaria
- operai specializzati _ rifinitori edili, meccanici e manutentori, fabbri e costruttori di utensili
- settore primario _ tecnici dei rapporti con i mercati; personale non qualificato addetto alle foreste, alla cura degli animali, a pesca e caccia; allevatori e operai specializzati della zootecnia; esercenti e addetti nelle attività di ristorazione
Opportunità per giovani e lavoratori stranieri
Le imprese prevedono di ricorrere a personale straniero nel 22,2% dei contratti. Vale a dire circa 117mila posizioni aperte: primario, tessile-abbigliamento-calzature, edilizia.
Allo stesso tempo, per i giovani under 30, le entrate previste sono quasi 143mila, concentrate nei servizi finanziari e assicurativi, informatici e telecomunicazioni, commercio.
Dove si assume di più: indicazioni territoriali
Infine, non può mancare uno sguardo alla geografia. Più precisamente, il Nord-Ovest e il Sud e Isole programmano il maggior numero di entrate, seguiti da Nord-Est e Centro. Ad esempio, a livello regionale, guidano Lombardia, Lazio, Veneto, Emilia-Romagna, Campania.
Insomma, un dato utile per chi valuta mobilità, trasferimenti o opportunità fuori dalla propria regione. Perciò, a questo punto, non resta che formarsi e orientarsi già da ora per i lavori più richiesti a inizio 2026.
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